Prime indicazioni sull’accordo di Partenariato Economico tra UE e Giappone.

Con circolare del 22 gennaio 2019, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha dato le prime indicazioni operative in merito al neo siglato Accordo di Partenariato Economico (APE) tra UE e Giappone, che entrerà in vigore il prossimo 1° febbraio 2019 e che si pone l’obbiettivo di ampliare i vantaggi degli operatori economici dell’UE negli investimenti ed esportazioni verso il Giappone.

Già dall’entrata in vigore è prevista la liberalizzazione del 91% delle importazioni di prodotti UE in Giappone; progressivamente si arriverà a una soppressione dei dazi per ben il 99% dei prodotti (il volume restante, nel settore dell’agricoltura, sarà in parte liberalizzato tramite quote e riduzioni tariffarie).

Sono stati previsti miglioramenti per l’esportazione delle carni bovine e dei prodotti lattiero caseari; è previsto l’abbattimento di ostacoli di natura tecnica per i prodotti dei settori quali veicoli a motore, prodotti elettronici, farmaceutici e dispositivi medici.
Nella Sezione A dell’APE sono state previste le regole, i criteri e requisiti necessari per poter attribuire un trattamento preferenziale a ciascun prodotto scambiato tra le parti, in base alla sua classificazione doganale secondo il Sistema Armonizzato. L’art. 3.5. detta le regole per l’applicazione del cumulo bilaterale, del cumulo totale o ampliato.

L’esportatore che intenda avvalersi del cumulo totale dovrà farsi rilasciare dal fornitore la dichiarazione di cui all’allegato 3-C.
Come si legge nella circolare: “Il carattere innovativo dell’APE sotto il profilo delle prove di origine si sostanzia nella richiesta di riconoscimento del trattamento tariffario preferenziale su prodotti originali (art.3.16) basata unicamente su:

  • una attestazione di origine che può essere emessa dal soggetto esportatore per un’unica spedizione di uno o più prodotti o per spedizioni multiple di prodotti identici in un determinato periodo di tempo, non superiore comunque a 12 mesi;
  • la conoscenza del carattere originario del prodotto da parte del soggetto importatore (c.d. “conoscenza dell’importatore).
    Si pone in evidenza che, come già per gli ultimi accordi commerciali sottoscritti dalla UE, anche in questo caso non è prevista la modalità del certificato EUR 2 come prova di origine.

Gli esportatori che intendono esportare entro l’ambito APE prodotti per un valore superiore a €.6000 dovranno registrarsi nel sistema REX ai fini della emissione delle relative attestazioni di origine. La domanda dovrà essere presentata all’Ufficio delle Dogane territorialmente competente utilizzando unicamente il modulo di domanda di cui al nuovo allegato 22-06 bis del Regolamento di Esecuzione UE 2447/2015.

Per gli operatori UE già registrati al sistema REX, che hanno già effettuato operazioni di esportazione entro l’ambito SPG o entro l’ambito dell’Accordo CETA UE / Canada, l’Agenzia delle Dogane ricorda che il numero REX, una volta assegnato, è unico, per cui l’esportatore registrato utilizza lo stesso numero per tutte le sue operazioni, sia in ambito SPG, sia entro l’ambito di accordi preferenziali che lo prevedono, e pertanto, seguito la sua entrata in vigore, entro l’ambito APE EU / Giappone.

L’allegato 3-D contiene il testo della dichiarazione di origine, che ha validità 12 mesi dalla sua emissione e, se rilasciata per spedizioni multiple deve obbligatoriamente contenere la data del rilascio, la data di inizio del periodo di validità e la data di fine del periodo di validità. La dichiarazione per più spedizioni è valida solo se riguarda prodotti identici. 

La prova di origine della conoscenza dell’importatore è alternativa alla dichiarazione di origine, ma presuppone in capo all’importatore, il possesso di informazioni che dimostrino che il prodotto riveste carattere originario e soddisfa i requisiti e le regole di cui all’allegato 3-B.