Coronavirus: la situazione per le spedizioni internazionali di ortofrutta

Non possono far altro che navigare a vista gli spedizionieri internazionali di ortofrutta. Lo scenario commerciale è in continua evoluzione, ora dopo ora, ed è condizionato dalle decisioni prese dalle compagnie di trasporto aeree e marittime sulla base di singoli atti governativi, volti a limitare i rischi legati al coronavirus. Ecco che, in queste giornate convulse, un trasporto programmato un giorno prima può essere cancellato il giorno seguente.

“Ogni governo europeo, purtroppo, finora ha ragionato singolarmente prendendo le misure di protezione che riteneva più adeguate verso la sua nazione. Il fatto che gli Stati Uniti d’Europa non esistano è un grosso problema per noi spedizionieri”, spiega a Italiafruit News Massimo Delpozzo dell’azienda Nord Ovest Spa di Cuneo, leader nelle spedizioni internazionali di prodotti deperibili.

Spedizioni di ortofrutta dall’Europa: il problema fake news

Per quanto riguarda l’esportazione via mare di ortofrutta, uno dei business di riferimento della Nord Ovest, Delpozzo ci segnala che le spedizioni in partenza dai porti dell’Europa stanno rallentando nelle ultime settimane: “Alcuni mercati meno strutturati del Medio Oriente e dell’India si stanno chiudendo a riccio nei confronti della merce proveniente dall’Italia e in generale dall’Europa, dopo alcune fake news che sono circolate sul web o addirittura su WhatsApp”.

Per rispondere a questa tendenza, la Nord Ovest sta quindi realizzando una sorta di campagna di educazione per fornire a tutti i propri clienti importatori ed esportatori le informazioni più corrette, basate sul riscontro della scienza e dell’ultimo studio dell’Efsa. È completamente sbagliato, infatti, pensare che i prodotti europei possano essere affetti dal coronavirus.

Il rallentamento delle spedizioni

E se gli importatori oltremare sono ingiustificabilmente preoccupati sulla sicurezza delle produzioni europee, gli esportatori del vecchio continente hanno il timore che la loro merce non venga ritirata, per cui rallentano la loro attività. “Ci troviamo in una fase dove domina la paura degli operatori commerciali, oltreché delle persone - specifica Delpozzo - Siamo consapevoli che questa fase potrà durare per alcuni mesi e causare una forte contrazione del commercio globale”.

I noli marittimi, in prospettiva, sono quindi destinati ad essere progressivamente rivisti al ribasso. “La fase cinese dei rialzi è terminata, mentre le addizionali sono state in parte già tolte. Persiste ancora oggi - conclude - una situazione di carenza di vuoti legata sia alla progressiva ripresa delle esportazioni verso l’Europa sia alla mancanza di molte navi, visto che siamo nel pieno dei blank sailing. L’attuale circostanza è pertanto viziata, ma destinata a variare nel breve termine”.